Piovre #36: Telespalla Rob

Quando penso alla politica italiana mi viene in mente la gag dei clown che escono dalla macchina. Non tanto per fare un facile accostamento tra politici e pagliacci, quello è umorismo da quattro soldi, lo lasciamo ai bevitori di Peroni dei bar di provincia (categoria nella quale, comunque, mi identifico), quanto più per l’effetto sorpresa: quando pensi che sono finiti, eccotene un altro, che viene fuori dalla portiera, con la parrucca, il cerone e le scarpe da Telespalla Bob.

Chissà se si sarà sentito rappresentato, quando lo scorso 3 febbraio Roberto Vannacci, prima di lasciare la Lega e fondare il proprio partito, leggeva l’oroscopo: «Nei prossimi giorni t’invito a muoverti come se il mondo fosse profondamente innamorato di te, Bilancia; come se ogni elemento, ogni coincidenza, ogni paio di occhi gentili ti stesse incoraggiando. Immagina anime generose pronte ovunque ad aiutarti a incarnare e rivelare il tuo io migliore. Confida che alleati invisibili stiano riorganizzando il corso del destino per aiutarti a diventare ciò per cui sei nata, una splendida persona. Osi avere la certezza che la vita ti ama?» (R. Brezsny, Internazionale, 30 gennaio 2026). Avverto un qualcosa di paurosamente profetico nelle parole di Brezsny… Il generale avrà pensato: “No amo, troppo io…”. Chiaramente scherzo, Vannacci non leggerebbe mai Internazionale, questo è chiaro. O, in ogni caso, non leggerebbe mai l’oroscopo di Internazionale, semmai quello di Feltrinelli, che, per i nati sotto il segno della Bilancia, scrive: «Elemento: Aria [e fin qua, siccome è stato pure paracadutista, direi perfetto]. Punti di forza: fascino, eleganza, capacità di relazione [anche qui, tutto gli si può dire, tranne che non abbia fascino, d’altronde la divisa…]. Caratteristiche principali: amanti della pace, empatici, tendono a non creare conflitti [qui mi taccio]».
E in effetti la cosa più preoccupante di Vannacci, per ora, è proprio il curriculum, tutt’altro che pacifista: nato a La Spezia il 20 ottobre 1968 – Bilancia, appunto –, da mamma casalinga e papà capitano di artiglieria – un figlio d’arte, insomma –; maturità scientifica al Liceo Statale Leonardo da Vinci, a Parigi, poi tre lauree magistrali: in scienze strategiche all’Università di Torino, con master, in scienze internazionali e diplomatiche all’Università di Trieste, in scienze militari all’Università di Bucarest, più un altro master in studi internazionali strategico-militari, in collaborazione con la Cattolica di Milano e la Luiss di Roma. Dal ’91, è stato più volte ufficiale, comandante, vicecapo e capo di Stato Maggiore, ha prestato servizio praticamente ovunque: Somalia, Yemen, Ruanda, ex Jugoslavia, Bosnia, Romania, Costa d’Avorio, Iraq, Afghanistan, Libia, è pure stato addetto militare in attività diplomatiche in Russia, Bielorussia, Armenia e Turkmenistan; dal 2022, europarlamentare a Strasburgo. Pluridecorato di vari titoli e onorificenze, tra cui, nel 2019, Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica. Cose serie, robe che Mattarella all’epoca riservava solo agli ambasciatori russi.

Dunque la nuova bestia del panorama politico italiano è il generale. Ora, al di là del fatto che dover utilizzare lessici militari, parlando di politica interna, mi fa pensare all’Argentina, facciamoci due conti: il 27 maggio scorso è stata autorizzata, nell’ambito del Gruppo Misto, la formazione di Futuro Nazionale, che attualmente conta otto deputati alla Camera, che nelle ultime settimane hanno aderito alla nuova componente. Dalla Lega sono arrivati Edoardo Ziello, Rossano Sasso, Domenico Furgiuele, Gianangelo Bof e Laura Ravetto, nota per la sua assoluta serenità e cortesia durante il corteo del Dipartimento Pari Opportunità, lo scorso mese a Milano; da Fratelli d’Italia, invece, Emanuele Pozzolo, quello della pistola a capodanno, che recentemente si è andato a schiantare ubriaco con un suv, nelle strade del Biellese; da Forza Italia, Attilio Pierro e Davide Bergamini, che peraltro è lo stesso che a gennaio aveva lasciato la Lega per entrare in Forza Italia «per non farmi trascinare a destra da Vannacci», quattro mesi è durato, ‘sto coso inutile. Vabbè, avete capito, la crema proprio!
In più, da quanto emerge dall’elenco contributi economici pubblicato nella sezione “Trasparenza” del partito, in questi primi cinque mesi di vita, Futuro Nazionale ha ricevuto più di 300mila euro in donazioni, di cui una parte consistente viene sì dalla politica, ad esempio dal movimento Il mondo al contrario o dall’ex capogruppo della Lega a Sanremo Daniele Ventimiglia, ma anche dal mondo dell’imprenditoria, in particolare da alcune aziende agricole locali rappresentate da Confimprenditori, ma anche imprese edili e immobiliari, addirittura una compagnia petrolifera, un imprenditore del settore dei trasporti, oltre che da Lorenzo Ruzza, l’orologiaio milanese di Tik Tok, con gli occhi più sgranati di un qualsiasi tossico di cocaina. La crema, ancora.
La cosa spaventosa è che, secondo Vannacci – ma sono dati ancora da accertare –, gli iscritti al suo partito supererebbero i 100mila. Per metterla in prospettiva: la Lega, il più antico partito presente in Parlamento – che già fa ride’ come cosa –, oggi ne conta circa 60mila.

Ma stiamo tranquilli, l’analista della comunicazione Patrick Facciolo, con un video Instagram di due giorni fa, ci rassicura: respiro di sollievo, mercoledì scorso, a Otto e mezzo, Vannacci era terrorizzato e il dibattito con Gruber e Palmerini è stato un fiasco. Il generale è già spacciato, lo si capisce chiaramente da «diversi segnali corporei compatibili con uno stato di forte tensione: respirazione clavicolare in apertura, sudorazione nell’area del solco filtrare e nasolabiale. Attenzione alla confusione verbale che emerge al minuto 4:00 e alla vibrazione della schiena al minuto 6:38, che depone a favore di un fidgeting di un trapelamento non verbale all’altezza delle gambe, probabile anche per l’autocontatto delle dita, allo stesso secondaggio. Al minuto 21:00, una conversione espressiva, con action unit 24, compressione delle labbra, un contenuto verbale potenzialmente inespresso nei confronti della conduttrice. Per finire, voce ariosa e blinking sulla frase finale». Tutto chiaro, no? D’altronde, come non notare il fidgeting di un trapelamento non verbale con scappellamento a destra, che quasi oscura le posizioni espresse dal generale, che a questo punto passano assolutamente in secondo piano.
La verità è che stiamo parlando di un ex generale in pensione, che per giunta è anche stato sospeso dall’esercito per undici mesi dal ministro Crosetto, dopo la pubblicazione del “best seller” Il mondo al contrario, lo stesso generale che fino a qualche tempo fa girava per i podcast a parlare di onore e valori, attraverso la brandizzazione kitsch della X Mas, fatta di t-shirt e calendari, che normalizza il razzismo, l’etnocentrismo, il sessismo e l’omotransfobia, promuovendo concetti di cultura, famiglia e società assolutamente novecenteschi.

Un ex generale in pensione che sta al 3,9% nei sondaggi.
Meglio di Calenda.
Che cazzo Carlo…