Bartleby o lo scrivano che non scriveva

Immaginiamo di indossare per un attimo le vesti di un probo avvocato che lavora in un modesto, ma ben tenuto studio a Wall Street, all’epoca in cui questa strada, all’estremità di Manhattan, stava diventando l’epicentro della finanza in America. L’atmosfera nell’ufficio è placida, il nostro lavoro è scandito meccanicamente dalle vicende ordinarie, con i nostri […]
Serbia: rivoluzione colorata o rivolta studentesca?

Non è la prima volta che prendiamo parte alle proteste in Serbia, eppure a Belgrado questa volta si respira un’aria meno vivace delle altre. Anzi, quasi l’opposto. Di fronte al parlamento, fino a qualche mese fa accerchiato da decine di trattori distrutti, oggi ci sono alcuni grandi gazebo con all’interno schermi e proiettori, e all’esterno […]
Palestina liberaci. Cosa è successo, cosa succederà.

Partirei da una delle critiche che si sono sentite a riguardo delle proteste e scioperi delle ultime settimane: “smettetela di occuparvi delle guerre degli altri ed iniziate a protestare per i nostri problemi”. Innanzitutto, un doveroso chiarimento: ciò che succede oggi e succedeva ieri in Palestina è affar nostro. La responsabilità della creazione dello Stato […]
Rincoglionimento scolastico

Milano, largo Cairoli. Ore otto del mattino. La nebbia era così fitta che quasi non si riusciva a vedere il Castello Sforzesco. Il freddo tagliava le mani. L’ultima manifestazione di protesta degna di questo nome a cui ho partecipato è stata nel 2018, contro l’alternanza scuola-lavoro. Una manifestazione seria, con un obiettivo chiaro, un problema […]
Per una protesta corporea

Sono a casa sdraiata sul letto, dovrei studiare, ma un turbinio nel mio cervello muove pensieri di ogni tipo. Spesso il movimento nella mia testa è associato, per contrasto, ad una stasi del corpo. In momenti come questo, capita che spuntino ricordi casuali, per esempio tutti quei video sui social di personal trainer o chicchessia, […]
Protestare ovvero smettere di tacere

Ci è stato rimproverato, e noi siamo i nostri primi accusatori, d’aver creato una rivista troppo astratta; una rivista che, alla fine, non parla di nulla. Parole altisonanti, fiumi di inchiostro e qualche albero abbattuto per poi, infine, tacere o, ancora peggio, come disse un innominabile saggio, parlare non dicendo, tacendo anzi ciò che tacere […]